Dizionarietto paesano
Il Dizionarietto paesano fu scritto dal Gen. Domenico Ludovico e pubblicato nel Bollettino Parrocchiale.
Vi sono raccolti i termini più comuni del Dialetto Vittoritese.
A Abbummacà:
Riempire, rimpinzare, abbuffare di cibo. Acciuccà:
Abbassare, curvare in giù, chinare. Allucà:
Gridare, urlare. Alluccàre:
Gridare di eccitazione. Ammarunirse:
Divenire lento e pesante nei movimenti a causa dell'età. Ammassàre:
Impastare la farina per fare il pane. Ammorlita:
Crepuscolo serale: quindi andare in preghiera. Arrateune:
Cancelletto di frasche per l'accesso ai campi recinti da siepe. Asce:
Assiolo (Uccello simile al gufo). Ascìo:
Casale di costo moderato. Assamene:
Esame, nel senso di istruttoria giudiziaria.
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Baljje: Banditore municipale.
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Bandiòle: Agitazione frenetica.
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Bessecule: Arnese del calzolaio per levigare la suola.
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Bobba: Residuo lasciato dall'olio d'oliva nella molitura: morchia.
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Bobbone: Caramella, dolce in generale in gergo infantile.
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Bucche: Sacchetto che si attaccava al muso delle bestie da soma riempito di biada affinché potessero cibarsi.
C
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Caciaffe: Pastoia.
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Cafurchie: Piccolo vano sotterraneo, buca, bigigattolo.
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Cagge: Un tale, persona non ben determinata.
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Caie: Contenitori semicilindrici in legno, a larga maglia, applicate ai due lati del basto, nelle bestie da soma, per contenere fieno e simili.
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Caiola: Gabbia fatta con stecche di legno.
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Callicchio: Germoglio.
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Came: Pula dei cereali, residuo polveroso generico che resta a terra.
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Cammatte: Gomitolo di filo.
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Caniglia: Crusca.
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Capaddozia: Il capoccia che domina un riunione.
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Capesdozie: Capobanda, caporione, capoccia.
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Capesteire: Vassoio di legno leggermente concavo per scegliere i legumi.
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Carusare: Tagliare i capelli.
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Catamblane: Tiritera che intontisce.
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Catàna: Profonda tasca interna della giacca.
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Ceffolle: Nuca. Cellàro Piccolo magazzino per famiglia.
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Chiorta: Vimine di salice flessibile adoperato per legare fasci di frasche o simili.
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Chirra: Attrezzo di legno che ruotando produce grande stridore: si suonava nelle cerimonie della Passione (una lista spaccata, sollecitata da una piccola ruota dentata, vibra producendo stridore). In senso figurato, si attribuiva un tale nomignolo ad una donna troppo ciarliera.
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Chiuchieme: Giuggiola.
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Ciammarica: Chiocciola.
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Cianfrìna: Donna ciarliera.
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Ciarmuglio: Chiacchiericcio.
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Ciffolla: Occipite.
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Circèglie: Nome degli orecchini di Scanno.
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Ciuféca: Liquido sgradevole.
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Cocchia: Guscio duro di mandorle, noci e simili.
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Cométa: Aquilone.
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Cuncùlla: Guscio tenero nelle mandorle fresche e simili.
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Coscina: Contenitore in legno leggero a forma di setaccio.
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Cotolàto: Tessuto con pieghe ravvicinate e ben marcate.
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Cresommele: Albicocca.
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Crinàto: Incrinato, fessurato.
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Cugnoso: Di sapore aspro.
D
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Dellazzà: Sguazzare, agitare liquidi in recipienti non completamente pieni
F
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Fiadeune: Caratteristico dolce pasquale con riempimento di cacio fresco e uova.
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Fiette: Stecca di fichi secchi.
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Fioccàrsi: Lanciarsi verso qualcuno aggredendolo.
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Fonco: Risonante di vuoto.
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Formèlla: Canaletta di scolo nei terreni acquosi), forma, formale, (canali scavati nel terreno dove corre l'acqua destinata alla irrigazione.
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Fratta: Siepe.
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Frèca: Moltitudine, nella locuzione "una frèca di gente".
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Freise: Filetto, gallone.
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Fresseure: Padella per friggere, friggitora.
H
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Huate: Apertura della siepe di recinzione, guado.
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Huttele: Goccia, stilla.
I
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Iaccolo: Corta fune per legare un fascio al basto.
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Incaprenatùra: Incastro, nella botte, nelle doghe.
J
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Jozza: Fango consistente.
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Jozze: Fanghiglia, melma, mota.
L
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Lasca lasche: Poco fitto, distanziato, rado.
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Lebbe lebbe: Piano, piano, adagio, lentamente.
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Lénza o zàgana: Fettuccia, nastro di cotone.
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Léra: Fango sciolto.
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Lésca: Fetta di pane.
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Léuta: Fango poco consistente.
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Lignìno: Ghiotto.
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Limba: della cipolla, Pellicola.
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Limbe: Membrana sottilissima, buccia di cipolla, guscio di cuscino o materasso, pellicola dell'uovo.
M
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Macaliuse: Piagnucoloso, lamentoso.
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Malde: Matto, pazzo.
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Mambrucche: Carretto a 4 ruote dotato di timone trainato da una coppia di cavalli.
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Mancìglia: Verghetta flessibile, vibratile.
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Mandemane: Stamattina, questa mattina, prima di mezzogiorno.
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Mandrecchiule: Salvietta da contadino per avvolgere la colazione da portarsi nei campi.
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Mandricchiòlo: Fagotto.
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Manòppella: Fascetto di steli di grano.
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Mantéra: Grembiule leggero delle donne allacciato alla vita.
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Marraceine: Macigno, pezzo di roccia.
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Marramàre: Arrabattersi.
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Martiufe: Grullo, tanghero, zoticone.
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Matrajje: Matrigna.
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Matrangule: Segreto del mestiere, trucco.
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Matto: Fascio di tralci di vite e simili.
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Mbujjà: Sbattere contro un ostacolo, fermarsi, sostare.
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Mecheure: Umidore, odore di umidità.
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Mésa: Madia dove si prepara il pane.
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Mete: Catasta, mucchio di covoni di grano o di orzo.
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Metere: Mietere, falciare il grano.
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Morra: Moltitudine, folla.
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Mucceire: Fazzoletto da naso.
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Muscischia: Carne di pecora seccata.
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Mùscolo: Succhiello.
N
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Naticchia: Legnetto imperniato che, ruotando, chiude una porta o una finestra.
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Nàzzico: Dondolo di culla.
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Ncarrà: Indovinare, azzeccare.
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Ndiste: Dicesi di bambino intellettivamente sveglio e vivace.
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Ndremmapele: Cruschello.
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Ndrumbacheite: Storto per artrosi o qualsiasi malattia ossea.
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Ndruppecà: Inciampare.
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'Nncòcca: Nastro annodato a forma di otto.
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Nnocche: Nodo, nastro annodato.
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'Ntisto: Si dice di un ragazzo che si dimostra sveglio, più di quando non ci si attenderebbe alla sua età.
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Nuìna: Seme di zucca e simili.
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Nu-licc: Un poco.
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Nzarzalà: Sporcare di fango.
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Nzigne: Un pochino, un briciolo di qualcosa.
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'Nzarzalato: Inzaccherato.
O
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Ofàno: Presuntuoso.
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Oliva 'ndòssa: In salamoia.
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Ornie: Bozza: bernoccolo.
P
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Pacchiute: Grosso, spesso.
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Paccùto: Di notevole spessore.
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Paciocche: Rozzo bastone con pomello molto sviluppato usato dai pecorai e ricavato da un ramo di quercia.
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Paìno: Bellimbusto.
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Pallantiéllo: Gioco delle bambine consistente nel lanciare in alto con la mano dei sassolini, raccogliendoli sul dorso della mano stessa.
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Palomme: Colomba pasquale.
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Pappacozie: Semplicione, credulone, che beve e pappa facilmente qualsiasi notizia.
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Pasceune: Grosso palo comunemente usato per reggere la siepe.
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Pastene: Terreno vignetato di recente, vigna nuova.
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Pataluocche: Spilungone che camminando si dimena di qua e di la.
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Pazzià: Il giocare dei bambini.
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Pecuozze: Frate laico, cappuccino o dei minori, questuante.
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Pecùra: (tu) guarda attentamente.
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Pelòzza: Pozzanghera.
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Pénte: Case.
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Perdesimmele: Prezzemolo, erbetta.
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Perteuse: Asola, occhiello, pertugio, buco.
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Péschio: Serratura.
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Petacce: Pezzo o parte di qualcosa.
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Pezziuche: Paletto di legno appuntito, usato comunemente dall'ortolano per trapiantare; piolo della scala di legno.
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Pianèta: Aquilone.
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Pìncio: Tegola.
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Pischie: Rozza serratura.
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Pittle: Sfoglia di pasta con cui si confezionano tagliolini, lasagne, ecc...
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Pìttola: Camicia dei bambini che fuoriusciva dalla inforcatura aperta dei pantaloncini.
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Pizza: fatta di pasta schiacciata.
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Pizzùco: Piolo col manico ripiegato usato per trapiantare cavoli e simili.
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Pompolìjo: Grappoletto rotondo di uva.
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Pònda: Piccola estenzione.
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Pulle: Pollo.
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Pupelle: Bambola comunemente di pezza.
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Puznìtto: Padella di piccolo diametro e profonda con i piedi.
Q
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Quarègna: Terra sterile.
R
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Rabbacolàre: Racimolare.
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Rabbaculà: Racimolare, raccogliere un prodotto scarso.
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Rabbelà: Coprire con la cenere la brace del focolare.
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Rabbellàre: Attizzare il fuoco.
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Racciàccolo: Piccolo grappolo tardivo, ancora acerbo al tempo della vendemmia.
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Raccìappele: Grappolo di uva.
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Rafaniejje: Ravanello.
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Ramacce: Gramigna.
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Rangellà: Grafficare.
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Rappellà: Rastrellare.
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Rappiello: Rastrello.
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Recallà: Rincalzare le piante, specie di zappatura della vigna che si esegue dopo quella cosiddetta "a cavallo".
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Retràngolo: Sorta di rastrello con una grande tavoletta rettangolare al posto dei denti, usato per estrarre la feccia dalle botti grandi, manovrando dalla porticina inferiore; detto anche di uomo corpacciuto poco agile.
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Reve: Dirupo, luogo scosceso.
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Rìbola: Acqua impetuosa.
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Ricallàre: Zappatura leggera della vigna.
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Riue: Vicolo, via di paese.
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Ruvelélla: Apertura di porticina, nel basso delle botti di grande capacità, nella quale si entra per lavarla internamente.
S
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Sallecchie: Baccello, buccia contenente più legumi della stessa specie.
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Sarrécchia: Falce messoria.
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Scafàro: Vano ricavato dal muro, dove si tenevano i piatti e simili.
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Scamunajje: Minutaglia. residuo.
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Scanzejje: Scansia, armadietto.
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Scapace: Pesce marinato, scapece.
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Scarfumajje: Scarto, cose inutili.
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Scarole: Invidia.
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Scarrufàre: Raspare in profondità, con gli artigli.
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Scazzechétta: Spuntino.
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Scénna: Ala, con riferimento alla chiocciola che custodisce i pulcini sotto le ali.
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Scerte: Resta, cipolle o agli legati insieme per i gambi.
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Schiànto: "Spicchio" di grappolo d'uva.
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Schiàzza: Lastra di pietra per copertura.
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Sciarrà: Rompere un patto, guastarsi nei rapporti umani.
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Sciicche: Elegante, prelibato.
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Sciciràre: Sgranare legumi.
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Sconcollàre: Togliere il guscio verde dalla mandorle o dalle noci.
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Scòzzeca: Prima colazione.
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Scundrùfele: Mostro, spettro, brutto a vedersi.
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Scuriàzzo: Frusta.
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Scuzzetto: Piccola cerbottana da gioco.
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Sdellajate: Irrequieto, scomposto.
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Semmele: Semola.
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Sfracchiàto: Stretto in mezzo alla folla, schiacciato.
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Sgaiuffàto: Di persona di portamento non dritto nel camminare.
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Simòrra: Gioco infantile a rincorrersi nel quale, toccando il fuggitivo, gli si impone l'inversione di ruolo gridando Simorra.
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Skatòzza: Sterco, escremento.
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Skifo: Trugolo per maiali.
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Skoda: Manico di legno della zappa o simili.
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Smarfà: Rompere la faccia.
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Sorge: Sorcio, topo.
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Spàra: Cercine.
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Sparapingolo: Pipistrello.
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Spezzeine: Venditore ambulante di stoffe.
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Spogne: Finocchio.
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Sprescià: Spremere, strizzare per eliminare l'acqua.
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Stajèlla: Assicella.
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Stajje: Arnese del muratore consistente in un listello di legno lungo e sottile per spianare gettate di calce o cemento. Indica anche un lavoro a cottimo.
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Stannàrdo: Stendardo con il manico molto lungo e pesante, che si porta nelle processioni.
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Stataile: Stadera.
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Stazze: Ovile, stazzo.
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Sternicàrsi: Scuotersi con le braccia distese e orizzontalmente.
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Stonna: Slancio nella corsa.
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Stòrto: Recipiete con doghe di legno che perde perché con il caldo le doghe si restringono.
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Strina, stirina: Vento freddo penetrante.
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Stròccare: Staccare un grappolo d'uva e atto simile.
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Stroppele: Frottola, fandonia, inezia.
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Struhulateure: Piccola piattaforma con scanalature orizzontali su cui si insaponavano una volta i panni.
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Strummele: Trottola.
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Strùmmolo: Trottola.
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Succutà: Scuotere, strapazzare, picchiare.
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Sullamàre: Franare del terreno in seguito a forti piogge.
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Sureche: Sorgo. saggina, topo grosso.
T
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Talorno: Uomo di alta statura poco disinvolto.
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Téca: Baccello, legume.
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Teche: Baccello pieno di fagiolo.
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Tiume: Timo.
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Trappéto: Frantoio.
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Trascèrna: Ambiente sotterraneo stretto e profondo.
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Travattà: Camminare molto sfaccettando per la casa.
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Trescàre: Trebbiare all'antica.
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Tretticàre: Scuotere ripetutamente.
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Tròcca: Vite bassa come era coltivata nel passato.
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Trocche: Arbusto della vite.
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Trocchio: Rocchio di legno cilindrico.
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Tròfa: Cespo di lattuga e simili.
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Trotte: Trota.
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Tumènto: Fibra.
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Tupanara: Talpa.
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Tuppo: Capelli di donna raccolti a palla.
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Tutijo: Salamino in pasta.
U
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Ucale: Boccale per il vino.
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Umà: Trasudare.
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Umàre: Trasudare del liquido da recipienti porosi.
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Uopie: Oppio.
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Uttele: Goccia, stilla.
V
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Vaco: Chicco di uva, acino.
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Vascèllo: Botticella di sei ettolitri o meno.
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Velòcca: Chioccia.
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Vennegnà - Velegnà: Vendemmiare.
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Verticchie: Fusaiolo.
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Verve: Vivacità, brio.
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Veteche: Giunco, salice ripaiolo.
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Vética: Pianta acquatica.
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Vrònza: Cenere calda.
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Vrusceile: Stomaco dei polli.
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Vuscicàre: Rimescolare.
Z
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Zàgana: Nastro per legare.
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Zarzaliuse: Sudicione, sporcaccione, sciatto al massimo grado, zazzeruto.
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Zélla: Piccola bugia per ingannare.
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Zocchele: Grosso topo di fogna, meretrice.