Il Belvedere Peligno

 

 

L’inaugurazione della strada panoramica e del Belvedere Peligno, ebbe luogo il giorno 26 agosto 1959.

L’opera, fortemente voluta dal Generale di Squadra Aerea Domenico Ludovico e sostenuta dall’Amministrazione Comunale presieduta dal Sindaco Avv. Rocco De Benedictis, in collaborazione con il Presidente della Pro Loco Italo Pietrantoni si realizzò in pochi mesi e permise di "salire" dai 377 m del paese ai 657 m. del Monte Castellano in pochi minuti.

La denominazione “Belvedere Peligno” è giustificata dalla particolare caratteristica della località che si affaccia e domina l’intera Conca con una splendida vista sulle terre verdeggianti bagnate dal fiume Aterno ed interamente circondata dalle imponenti montagne della Catena Appenninica.

Sulla sommità del colle, sorge un monumento in stile dorico recante sull’epistilio alcuni versi del poeta Ovidio tratti dal secondo libro degli "Amores":

 

...PAELIGNI RURIS PARVA SED IRRIGUIS ORA SALUBRIS AQUIS TERRA FERAX CERERIS MULTOQUE FERACIOR UVIS DAT QUOQUE BACCIFERAM PALLADA RARUS AGER.

 

...DALLA PELIGNA TERRA NON VASTA MA FECONDA D’ACQUE SALUBRI IRRIGUA DI MOLT’UVA FRUTTIFERA E DI BIADE FERACE PIU’ RARA ANCHE L’OLIVA DI PALLADE PRODUCE.

 

E’ Interessante come curiosità notare che Giovanni Pansa nel suo libro "Ovidio nella tradizione", citando un’analoga opera di A. De Nino, scrive: "Qualcuno ha immaginato che Ovidio non fosse nativo propriamente di Sulmona, ma del castello di Vittorito, uno degli appodiati sorti dalle rovine di Corfinio".