Etimologia del nome e storia

 

 

Dare l’etimologia precisa di un nome di un paese, ove il tempo trascorso, la mancanza di documenti autentici, le manipolazioni anche involontarie, giocano con un ruolo da avversari, diventa estremamente difficile ed anche nel nostro caso le origini, danno adito a molteplici ipotesi ed interpretazioni: le notizie di seguito riportate sono estrapolate dall’opera Vittorito, Storia Tradizione e Folklore - Vol. I scritto nel 2001 dal parroco del paese Don Mario D’Abrizio, in occasione del 50° anno di sacerdozio. Vittorito da Vicus Turritus (Paese con le Torri): secondo i sostenitori di questa teoria, Vicus Turritus esisteva come territorio fortificato di Corfinio, contenente un bastione ed un presidio militare permanente; poi con l’uso delle abbreviazioni – Vic Turritus - per l’uso delle assimilazioni di lettere e per altri cambiamenti fonetici, derivò l’odierno nome di Vittorito.

Nel Medio Evo, si volgarizzò il nome latino Victurritus in Borgo Torrito che per abbreviazioni divenne B.Torrito- Bettorrito-Bectorita. Quest’ultimo nome è citato anche in alcuni documenti ecclesiastici del 1098 e del 1188.

Altra interessante derivazione si riferisce ad un’acclamazione guerresca Victor Ito (Va vincitore) non si sa però a quale vincitore si riferisca né a quale vittoria. Alcuni fanno derivare il nome da Bet-to-riton (luogo posto direttamente sopra l’acqua che fluisce) probabilmente a causa dell’abbondante acqua che scorreva in questo luogo. Vitulus: per i vittoritesi questa potrebbe essere l’etimologia più lusinghiera; infatti, secondo questa versione, il nome Vittorito, deriverebbe dal vocabolo in lingua osca “Viteliu” (Toro) latinizzato in Vitulus-Vitulitus-Vituritus.

Il toro, emblema di forza sarebbe stato l’animale adorato da alcune tribù della Calabria, regione dalla quale, attraverso vicende storiche plurisecolari il nome Italia si è esteso a tutta la penisola. Se quest’ipotesi rispondesse a verità, Vittorito avrebbe lo stesso etimo della nostra Italia.

Come l’etimologia è altrettanto difficile stabilire l’epoca in cui nacque Vittorito. Dai reperti archeologici rinvenuti in alcuni scavi, si può affermare che già in epoca romana Vittorito aveva una sua importanza come zona periferica della grande “Corfinio” antica. Le sponde del fiume Aterno che dividono i due centri, erano collegate da un ponte fatto costruire dall’Imperatore Claudio. Dopo un periodo fiorente dovuto alla fertilità del territorio, alle copiose acque che lo attraversavano, ai molteplici traffici commerciali dovuti al fiume navigabile ed alla vicinanza con la Via Valeria, nell’881 si ebbe la terza invasione dei Saraceni, seguita nel 937 da quella degli Ungheri che portarono distruzione e saccheggi. Questo costrinse gli abitanti a rifugiarsi sulle alture ed a edificare sui fianchi del Monte Castellano, dove, intorno all’anno 1100, con l’aiuto dei canonici fuggiti dalla cattedrale di S. Pelino (Corfinio), fu edificato un castello.

Quest’ultimo fu costruito a forma di triangolo isoscele, con vertice in alto, abbastanza ampio da accogliere, in caso di necessità, l’intera popolazione, compreso il bestiame. Tutto il complesso era fortificato da mura con due porte d’accesso: una verso monte (Porta da Capo) ed una verso valle (Porta da Piedi). Le due porte restavano aperte di giorno e si chiudevano la sera al suono dell’Ave Maria della campana. All’interno delle mura con il passare degli anni, il paese crebbe e terminate le invasioni, qualcuno cominciò ad edificare fuori le mura verso valle: ai piedi del Monte Castellano si costruì la Chiesa della Madonna del Borgo e si ingrandì la già esistente Chiesa di S. Michele Arcangelo.

Nel 1831 fu istallato sopra la porta da piedi, nel frattempo divenuta la parte alta del paese, l’orologio comunale, necessario e visibile da tutta la popolazione che non poteva ancora disporre di sveglie e orologi propri.

Era il tradizionale orologio che funzionava con i pesi che dovevano essere tirati in alto tutti i giorni e che quindi avevano bisogno di una persona incaricata per questo scopo e compensata dal Comune.

A questo periodo risale anche la costruzione della Chiesa di S. Rocco edificata per ringraziare il Santo per aver risparmiato Vittorito dall’epidemia di peste che seminò morte nei paesi limitrofi.

Nel 1835 fu istituita la scuola primaria maschile e più tardi quella femminile. Verso il 1890 iniziò a funzionare l’Ufficio Postale e nei primi anni del '900 Vittorito ebbe la sua farmacia.

Nel 1914 possiamo iniziare a sentire la parola "igiene".

Infatti in alcune case ricche di un tempo, iniziavano a comparire le prime fontane: l'acqua arrivò in paese. Essendo Vittorito un paese agricolo e data la sua posizione geografica, era tra i maggiori paesi produttore di uva e vino. Ma purtroppo negli anni 1927 - 1928 arrivò la "fillossera" che distrusse i rigogliosi vigneti di Vittorito. Ci furono molti fallimenti dato che l'uva e il vino erano le principali risorse del paese. Ma i contadini non si arresero di fronte a tutto questo.

Piano piano rinnovarono i vigneti con maioli ibridi americani e ungheresi, impararono la tecnica dell'innesto dando cosi vita alle nuove vigne e l'economia risorse.

Al vino di Vittorito ha fatto buona propaganda anche l'Enciclopedia Treccani che a pag. 400 del XXXV volume, nella cartina enologica dei vini, per l'Abruzzo, riporta solo quelli di Vittorito e Ortona.

Nel 1916 si iniziò a costruire l'Edificio Scolastico (attuale sede del Municipio), ma per mancanza di fondi i lavori furono conclusi parecchi anni dopo.

Davanti all'edificio scolastico venne costruito nel 1928 anche il Monumento ai Caduti di tutte le Guerre e venne inaugurato con una solenne cerimonia il 22 Maggio del 1933.

Con il passar degli anni e con le esigenze che la società imponeva, Vittorito venne man mano con il passare degli anni sviluppandosi in tutto.

Aveva la sua Scuola Elementare, si costruì un Asilo e nel 1951 fu istituita la Scuola di Avviamento Professionale.

Nel 1959 venne inaugurato il Belvedere Peligno, a quota 657 metri sul Monte Castellano con la costruzione di una strada panoramica attraverso una rigogliosa e splendida pineta in località Forcella e in prosieguo il Piano Castellano, per Km. 2.800.

Sul pianoro del Monte Castellano fu eretta un'edicola in stile dorico moderno con incisi alcuni versi degli "Amores" di Ovidio.

Soppressa per legge la Scuola di Avviamento, venne istituita la Scuola Media come sezione staccata di Raiano, per la quale si costruì un nuovo, ampio e arioso edificio in Via di Fuori.

Un altro nuovo edificio venne costruito per gli uffici comunali in Piazza Cav. F. Di Fiore. L'edifico è sede della Biblioteca Comunale.

Vari lavori vennero eseguiti nel corso degli anni; nel 1985 Vittorito era già fornita di una rete di gas metano, nuove strade vennero costruite cosi come fu abbellito e addobbato il centro storico.