Chiesa di S. Maria ad Nives
Si trovava nella parte alta del paese.
Non si conosce la data della costruzione, ma sicuramente fu costruita in concomitanza con il piccolo paese ai piedi del castello. Era a due navate, una grande e una piccola. Le mura erano in pietrame e malta comune con lesene irregolarmente distanziate sulle quali impostavano gli archi i pietra che sostenevano la volta a mattoni nella navata grande e di materiale vario nella navata piccola. Il tetto era composto di grossa e piccola armatura in legno sostenuta da timpani in muratura sugli archi e ricoperto da coppi laterizi comuni. L'intonaco a malta comune; i pavimenti a quadrelli laterizi, sorretti da travi di legno: La navata grande era lunga m. 23 e larga da m.7 a m. 4. La navata piccola era lunga circa 14 m. con una superficie coperta di 224 mq. e il tutto con uno spazio occupato di circa mc. 1860.
Nell'interno della parte più larga era l'altare maggiore, con il coro, l'organo e l'accesso alla sacrestia ed il campanile a vela. Nella parte più stretta in fondo vi era il battistero. Oltre all'altare maggiore, vi erano altari dedicati alla Madonna del Rosario, alla Madonna della Neve e a Sant'Emidio. Nella nicchia dietro l'altare maggiore era la statua della Madonna Addolorata.
Le porte erano due: all'inizio per la navata centrale e quasi al centro di fianco per la navata piccola. Era la Chiesa sede della Parrocchia e in essa si svolgevano tutte le funzioni della vita parrocchiale.
Dalla Visita pastorale fatta da Mons. Gagliardi il 18 Agosto 1499, sappiamo che l'arciprete si chiamava Pietro aiutato da altri 3 sacerdoti; i paramenti sacri erano tenuti puliti, che il SS.mo Sacramento era conservato in una "fenestra" (stipo ricavato da una parete interna della Chiesa) insieme agli olii sacri, e che la campana annunziava il mattino, il mezzogiorno e la sera da un bellissimo campanile a vela in pietra lavorata.
La "fenestra" doveva sempre essere chiusa a chiave e aveva bisogno di essere rafforzata. Purtroppo specialmente per infiltrazioni di acqua, la chiesa deperiva continuamente. Infatti nella visita pastorale fatta il 5 dicembre 1608 dal Vescovo Mons. Cesare Del Pezzo, il pavimento viene trovato "defossatum" e la chiesa è in uno stato fatiscente. Nel manoscritto su Vittorito conservato in archivio, della metà del secolo scorso, si dice che:
"la chiesetta di G.C. nel centro della terra (così è detto del vecchio abitato) non merita alcuna attenzione: se non fosse parrocchiale, a quest'ora saria chiusa".
E l'ordine di chiusura arrivò.
Infatti il 15 Dicembre 1891 il sindaco Antonio Pietrantoni, pregava il Vicario Curato di non celebrare nelle festività natalizie e nelle feste con affollamento di fedeli nella chiesa di S. Maria ad Nives, perché il pavimento non presentava stabile solidità e quindi poteva succedere qualche catastrofe, ma consigliava di celebrare nella chiesa della Madonna del Borgo che era situata in un luogo centrale, a pianterreno e di maggior ampiezza. La chiesa però continuò a funzionare.
Danni gravissimi riportò in seguito al terremoto del 13 Gennaio 1915. Da una relazione tecnica fatta fare dal Parroco Don Domenico Caione, il 18 Gennaio 1915, quindi subito dopo il terremoto, risultava che la chiesa era in una situazione pensile, poggiante su travate di legno antichissime che non garantivano la stabilità del pavimento. Il tecnico consigliava di non usare la chiesa in tale stato di cattiva conservazione. Era però la chiesa parrocchiale alla quale anche i fedeli erano affezionati per cui si ritenne prudente non chiuderla completamente ma continuare ad usarla in maniera ridotta.
Fu necessario però trasferire la sede parrocchiale alla chiesa della Madonna del Borgo, dove iniziarono a celebrarsi le principali funzioni religiose. In archivio del trasferimento si conserva solo la minuta della bolla vescovile senza data, riportata nel volume II tra i documenti.
Durante l'inverno del 1926 il tetto della chiesa fu fortemente danneggiato dall'abbondante nevicata, per cui il Podestà, Francesco Di Fiore, il 26 Maggio ordinò nuovamente la chiusura.
Danni gravissimi riportò la chiesa nel terremoto del 26 Settembre 1933. Richieste di consolidamento e di riparazione furono inviate agli Enti interessati, ma senza esito positivo per cui il Podestà Giovanni Santilli il 7 Agosto 1938 XVI°, ne ordinava la demolizione:
"Visto che la chiesa parrocchiale è pericolante con grave pericolo per l'incolumità pubblica, si ordina al Parroco di demolire entro un mese la chiesa predetta".
Comunicato l'ordine alla Curia Vescovile il 26 Agosto, il 3 Settembre successivo iniziavano i lavori di demolizione, compresa una piccola casa canonica composta da due vani.
Il materiale di risulta fu usato per completare l'ampliamento dell'asilo.