Il Soggiorno per Anziani

"Madonna del Borgo"

 

 

La popolazione di Vittorito in questi ultimi anni è andata sempre più invecchiando e tante cominciano ad essere le situazioni di disagio per gli anziani. Purtroppo però bisogna fare i conti con la realtà di oggi.

Il tipo di società patriarcale è tramontato e l’organizzazione sociale della società industriale ha comportato e comporta mutamenti profondi, irreversibili.

Molti sono stati costretti per motivi di lavoro a lasciare il paese e trasferirsi definitivamente altrove; molti coniugi lavorano ambedue e non hanno quindi tempo per il vecchio padre o la vecchia madre; e diciamo pure che moltissime volte i vecchi non vogliono assolutamente muoversi dal loro ambiente per trasferirsi in città e vivere con i loro figli.

Ci sono poi i casi di vera necessità: si tratti di ragioni economiche, di mancanza di parenti stretti o in situazioni gravi di incompatibilità con essi. Ecco allora la benemerita casa di riposo o soggiorno per anziani, dove si può trovare pace e necessaria assistenza, senza essere di peso a chi non può o non vuole perché immemore.

L’ideale per ogni anziano dovrebbe essere la propria famiglia, ma quando questo non è possibile, subentra il Soggiorno: si rimane nel proprio ambiente, a fianco della propria casa, a contatto con le persone del vicinato, respirando l’aria di sempre.

Con gli amici e i compagni di gioventù si rivà ai tempi lontani rimuginando nostalgicamente i ricordi. Ci si fa compagnia fra compaesani, fra parenti, fra amici.

Questi sono stati i motivi che hanno spinto alla realizzazione di questa grande opera. Gli anziani rimanendo nel proprio ambiente non subiscono lo “shok” di lasciare casa, parenti, amici e paese ed andare altrove.

La realizzazione non è stata facile sia per intralci burocratici sia per le possibilità economiche ristrette, considerando che il tutto si è dovuto costruire senza il contributo di Enti Statali.

Un valido aiuto è stato dato dalla Comunità sia durante la costruzione che nell’arredamento degli ambienti.

La prima pietra fu benedetta il 22 maggio del 1980 durante la S. Messa solenne in onore della Madonna del Borgo.

I lavori anche se lentamente sono stati portati avanti con costanza, realizzando un ambiente pieno di luce, con camerette singole e a due e tre letti, dotato di un moderno ascensore, primo a Vittorito, con la possibilità di ospitare una ventina di anziani.

Fu inaugurato il 22 maggio del 1989 dal Vescovo diocesano S.E. Mons. Giuseppe Di Falco, e iniziò la sua benefica opera assistenziale il 19 settembre seguente.

Il Soggiorno per Anziani è stato costruito e in questi dieci anni ha dimostrato la sua preziosità: ha ospitato 56 anziani sia di Vittorito che del circondano ed è in previsione la costruzione di una nuova ala che darà la possibilità di ospitare altri anziani e maggiore disponibilità di spazi per lo svolgimento della vita quotidiana e di socializzazione.

Il 19 Settembre del 1999 sono stati celebrati i dieci anni di attività con la presenza dell’Em.mo Cardinale Giovanni Cheli, di S.E. il Vescovo diocesano Mons. Giuseppe Di Falco e di Personalità della Provincia e della Regione Abruzzo.

E stato dedicato alla Madonna del Borgo perché titolo più bello non si poteva dare e Protettrice più sicura non si poteva trovare.

I sacrifici sia per la costruzione che per il funzionamento, so no ripagati dal sorriso riconoscente degli anziani, dal buon nome che il Soggiorno si è fatto nella zona per il modo come gli anziani ospiti sono trattati, e dalle relazioni positive degli Organi preposti alle verifiche di legge e di igiene sanitaria. Incoraggia a proseguire il telegramma di benedizione del S. Padre, inviato in occasione della celebrazione per i dieci anni di attività.

Quello che purtroppo ancora manca è la collaborazione di volontariato specialmente per dare agli ospiti compagnia quotidiana e questo maggiormente perché oggi terminare il corso della vita fuori della famiglia è considerato cruda fatalità.

Per le generazioni invece cresciute con una nuova concezione di vita, il Soggiorno sarà sicurezza e salvezza da una opprimente odiosa solitudine e da un doloroso abbandono dei familiari.