S. Ecc. Mons. Antonio Di Tommaso
Nacque a Vittorito il 10 agosto 1860 da Donato e da Pasqua di Silvestro. Compiuti gli studi elementari, sentì il desiderio di farsi sacerdote.
Assecondato dai genitori, entrò nel seminario diocesano di Sulmona dove studiò proficuamente e a 23 anni, terminati brillantemente gli studi teologici, venne ordinato sacerdote.
Per alcuni anni insegnò latino e greco nel Seminario.
Fu poi nominato canonico al Capitolo di Corfinio e nel 1897 fu nominato Parroco di Popoli dove rimase fino al 1902, anno nel quale fu nominato da Leone XIII, Vescovo titolare di Eudossiade e coadiutore alla diocesi di Penne.
Fu poi Vescovo titolare di Oria, in provincia di Brindisi, dove rimase fino al 1947. Si ritirò a Vittorito presso i familiari, dove morì il 2 marzo 1956.
Il Concilio nella Costituzione dogmatica «Lumen gentium n. 41» dice:
«I Pastori del gregge di Cristo devono ad immagine del sommo sacerdote, pastore e vescovo delle anime nostre, compiere con santità, slancio, umiltà e fortezza il proprio ministero, il quale così adempiuto, sarà anche per loro un eccellente mezzo di santificazione».
Sembra che Mons. Di Tommaso abbia precorso il Concilio.
Fu in fatti dotto insegnante al seminario di Sulmona, canonico modello alla Cattedrale di Corfinio, parroco zelante di Popoli e solo la tarda età lo staccò dalla sua diocesi che amò e governò con zelo illuminato e spirito di carità. Scopo della sua vita fu la santificazione delle anime e concentrò la sua attenzione alle vocazioni, portatrici di santità, all’apostolato dei laici, cooperatori efficaci dei sacerdoti, e numerose furono le iniziative a tale scopo durante il suo lungo episcopato.
Fu apertissimo verso i poveri e gli orfanotrofi dei PP. Rogazionisti e delle Suore del Divino Zelo, testimoniano la sua carità verso quanti fossero provati dalla sventura e dalla miseria.
Ebbe anche spiccato il senso del bello e dell’arte e lo dimostrò costruendo il campanile della chiesa di S. Angelo in Vittorito negli anni in cui era canonico a Corfinio, nei restauri alla Cattedrale di Oria e al santuario dei SS. Cosma e Damiano, e quando, a imperitura memoria del suo ministero parrocchiale, volle donare un artistico altare di pregevole marmo alla chiesa della Madonna del Borgo in Vittorito, alla Cattedrale di S. Pelino in Corfinio, e alla chiesa parrocchiale di S. Francesco in Popoli.
Fu anche ottimo predicatore e conferenziere.
Nel 1922 alla cattedrale di Sulmona tenne incatenato l’uditorio per più di un’ora e mezzo in occasione della traslazione delle ceneri del vescovo Mons. Patroni.
Coltivò con interesse la cultura classica greca e latina dando ne prova nelle lettere personali:
«Fu sua premura portare a grande miglioramento i costumi del clero e dei fedeli, ciò che si propose di conseguire col suo esempio e con le sue lettere pastorali, nelle quali seppe unire alla profondità della dottrina l’eleganza dello stile latino» (Mons. Conti).
La sua vita di vescovo non fu certo facile: visse tutta un’epoca di travagliate vicende italiane; aspre lotte sociali con profondi e radicali mutamenti politici; la duplice esperienza di due guerre mondiali.
Vinto dagli anni tornò sereno a Vittorito, felice di aver tutto donato a Cristo, alla Chiesa, alle Anime, immerso nella luminosa presenza di Dio.
E il suo cuore sincero fu come un fiore che esala continua mente il profumo del suo amore verso Dio fino a quando si affloscia e muore.
Il Comune gli ha giustamente dedicata una via nell’area nuova di Vittorito. L'otto gennaio 2004, dopo una solenne Concelebrazione svoltasi nella Chiesa Parrocchiale della Madonna del Borgo a Vittorito, i Resti Mortali di Mons. Di Tommaso furono traslati dal piccolo cimitero paesano dove riposava dal 1956, alla Cripta dei Vescovi della Cattedale di Oria, dove riposa insieme ai suoi predecessori.